Mi ricordo che quando ero molto piccola ho pensato: meno male che sono nata bambina, così non mi tocca di andare alla guerra. E invece la guerra mi è toccata, la guerra per la sopravvivenza. Io che sono stata educata per avere un cuore di piuma, io che sto sempre un passo indietro per paura di calpestare gli altri. Eppure anche così si commettono errori e si fanno soffrire i propri cari. Perché se non si è bravi a farsi spazio da fuori, ci si sente handicappati anche se in teoria non abbiamo niente che non va. Tutti corrono ogni giorno più velocemente, ma nessuno sa da che parte sta andando. Anche il regime monitora tutto minuto per minuto, ma non ha il coraggio di mettere un freno ai più feroci e così proprio i più feroci stanno andando ai posti di comando. Bene, così ci faremo ancora più male. L'unico freno che ostacola la corsa degli esseri "umani" sono i cartellini dei prezzi, ma questi rallentano soltanto le persone che già hanno più limiti. Non ci parliamo più se non quando ci sono problemi di soldi... o di salute. Quando qualcuno aspetta di essere pagato allora viene organizzata una riunione. Al centro della società umana non ci sono più le idee, ma soltanto uno scambio mercificato. In questo vociare informe le persone si spaventano e si temono a vicenda.
Questa è la maglia di ferro che si chiama società. Ci sono le tecnologie, ma manca la compassione. Ci sono i mezzi di comunicazione, ma ci manca la verità. Comunque c'è anche chi mi fa capire che il mondo, questo mondo, è sempre stato così. Eppure ricordo il tempo in cui una persona garbata veniva apprezzata, il tempo in cui un libro non si giudicava soltanto dalla copertina. Il problema è che chi è al "potere" deve dare il buon esempio. Invece c'è solo ipocrisia: parlare in un modo e agire in un altro.
Eppure è bello seguire la musica del cuore, il mio cuore ha sempre suonato una musica meravigliosa arrivata a me da un mondo lontano, lontano nello spazio e nel tempo. Ma nel mio cuore che riflette meravigliose connessioni spazio-temporali questo paradiso non è mai venuto a mancare. Solo ultimamente il frastuono dei terrestri funerali ha tentato di mandarmi fuori strada. Ma tutto questo per fortuna è solo nella superficie del mio essere. Nel profondo io sono ancora connessa con tutti i luoghi di Pace dell'Universo, che qui sulla Terra sono raccontati come il Paradiso.
Due notti fa sono stata in sogno in uno di questi luoghi e sono rifiorita all'istante. Un luogo di somma libertà, dove si vive solo dolcezza. Ero in un grande palazzo, un palazzo che però appartiene a tutti. In numerose stanze erano presenti persone che si incontravano per le loro ragioni. Le persone erano tante, ma lo spazio era sufficiente per dare tranquillità ad ogni gruppo di persone. Io mi sono messa a camminare per vedere un po' di queste feste, mi sono seduta a qualche tavolo e mi è stato offerto del cibo. Io ero libera di mangiare o meno. Ho riconosciuto tante e tante di quelle care persone che ancora non ho potuto riconoscere in questa vita.
Ma la cosa più bella in quel posto è la gioia, la gioia di ogni persona che si sente felice nel proprio corpo. E così mi sono riconnessa con il mio corpo come facevo allora.
Perché il mondo dove vivo ora è basato sulla schiavitù, tutte le persone, anche quelle ricche, sono disconnesse dalla gioia del loro corpo.
E invece nel posto da dove vengo io c'è solo pace, condivisione e libertà. Una libertà che dona profonda gioia al corpo e alla mente.
Sul pianeta terra hanno inventato le gabbie e siamo tutti in gabbia. In queste gabbie ristrette ci facciamo del male e qualcuno arriva anche a star bene per il male provato.
Costruiamo attorno a noi stessi gabbie complicatissime fatte di sbarre metalliche, ma anche di stupide convenzioni che ci limitano il respiro.
Abbiamo la religione della competizione che ci intristisce il pensiero.
Ma io torno volentieri a quel mondo magico che mi appartiene e ora mi è nuovamente chiaro come allora, perché il mio corpo è tornato a vibrare con quella risonanza straordinaria. E non ho paura perché so che siccome non ho mai tradito il mio cuore, il "Paradiso" mi attende.
Purtroppo i signori delle gabbie non danno credito a gente come me e diffondono idee sbagliate come correre e affannarsi per arrivare primi. Insegnano alle persone come rendere prigionieri i propri corpi, corpi che diventano servi di persone che da molto tempo hanno perso contatto con la propria anima.
Le persone come me rifuggono dai concorsi, e i concorsi sono fatti proprio per escludere tutte le persone come me. Così la lotta fratricida si farà più dura e la libertà si ridurrà al minimo possibile.
Io preferisco il legame con il "Paradiso", un legame che può già essere percepito anche da qui. Non voglio perdere questa connessione con quei luoghi soltanto per imparare a calpestare uno dei miei fratelli o sorelle.
Sono contenta perché i miei "angeli" mi hanno ricontattata a modo loro. Ma a mio modo li ho saputi riconquistare riuscendo a preparare una pizza meravigliosa e poi andando a dormire...
Questa è la maglia di ferro che si chiama società. Ci sono le tecnologie, ma manca la compassione. Ci sono i mezzi di comunicazione, ma ci manca la verità. Comunque c'è anche chi mi fa capire che il mondo, questo mondo, è sempre stato così. Eppure ricordo il tempo in cui una persona garbata veniva apprezzata, il tempo in cui un libro non si giudicava soltanto dalla copertina. Il problema è che chi è al "potere" deve dare il buon esempio. Invece c'è solo ipocrisia: parlare in un modo e agire in un altro.
Eppure è bello seguire la musica del cuore, il mio cuore ha sempre suonato una musica meravigliosa arrivata a me da un mondo lontano, lontano nello spazio e nel tempo. Ma nel mio cuore che riflette meravigliose connessioni spazio-temporali questo paradiso non è mai venuto a mancare. Solo ultimamente il frastuono dei terrestri funerali ha tentato di mandarmi fuori strada. Ma tutto questo per fortuna è solo nella superficie del mio essere. Nel profondo io sono ancora connessa con tutti i luoghi di Pace dell'Universo, che qui sulla Terra sono raccontati come il Paradiso.
Due notti fa sono stata in sogno in uno di questi luoghi e sono rifiorita all'istante. Un luogo di somma libertà, dove si vive solo dolcezza. Ero in un grande palazzo, un palazzo che però appartiene a tutti. In numerose stanze erano presenti persone che si incontravano per le loro ragioni. Le persone erano tante, ma lo spazio era sufficiente per dare tranquillità ad ogni gruppo di persone. Io mi sono messa a camminare per vedere un po' di queste feste, mi sono seduta a qualche tavolo e mi è stato offerto del cibo. Io ero libera di mangiare o meno. Ho riconosciuto tante e tante di quelle care persone che ancora non ho potuto riconoscere in questa vita.
Ma la cosa più bella in quel posto è la gioia, la gioia di ogni persona che si sente felice nel proprio corpo. E così mi sono riconnessa con il mio corpo come facevo allora.
Perché il mondo dove vivo ora è basato sulla schiavitù, tutte le persone, anche quelle ricche, sono disconnesse dalla gioia del loro corpo.
E invece nel posto da dove vengo io c'è solo pace, condivisione e libertà. Una libertà che dona profonda gioia al corpo e alla mente.
Sul pianeta terra hanno inventato le gabbie e siamo tutti in gabbia. In queste gabbie ristrette ci facciamo del male e qualcuno arriva anche a star bene per il male provato.
Costruiamo attorno a noi stessi gabbie complicatissime fatte di sbarre metalliche, ma anche di stupide convenzioni che ci limitano il respiro.
Abbiamo la religione della competizione che ci intristisce il pensiero.
Ma io torno volentieri a quel mondo magico che mi appartiene e ora mi è nuovamente chiaro come allora, perché il mio corpo è tornato a vibrare con quella risonanza straordinaria. E non ho paura perché so che siccome non ho mai tradito il mio cuore, il "Paradiso" mi attende.
Purtroppo i signori delle gabbie non danno credito a gente come me e diffondono idee sbagliate come correre e affannarsi per arrivare primi. Insegnano alle persone come rendere prigionieri i propri corpi, corpi che diventano servi di persone che da molto tempo hanno perso contatto con la propria anima.
Le persone come me rifuggono dai concorsi, e i concorsi sono fatti proprio per escludere tutte le persone come me. Così la lotta fratricida si farà più dura e la libertà si ridurrà al minimo possibile.
Io preferisco il legame con il "Paradiso", un legame che può già essere percepito anche da qui. Non voglio perdere questa connessione con quei luoghi soltanto per imparare a calpestare uno dei miei fratelli o sorelle.
Sono contenta perché i miei "angeli" mi hanno ricontattata a modo loro. Ma a mio modo li ho saputi riconquistare riuscendo a preparare una pizza meravigliosa e poi andando a dormire...
| "Gioia nel corpo" di Vanessa Schlachtaub Bruni |

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