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Persone senza lavoro: sono persone discriminate

Siamo discriminati, siamo esclusi dalla società, siamo messi da parte, siamo praticamente sotto tortura: in queste condizioni abbiamo solo due opzioni... cedere alla disperazione o cercare l'esempio di Martin Luther King e Nelson Mandela. E tutto questo perché non dovevamo rompere i coglioni a chi già era privilegiato, a chi già aveva il posticino sicuro per sé e per suo figlio... a tutti quegli ipocriti a cui tutto questo schifo va bene.

Repubblica, articolo con i dati sulla disoccupazione in Italia  (Questo è un link a un articolo di Repubblica che pubblica chiari dati sulla situazione in Italia).

Il post di oggi suona duro e crudo, ma è quello che mi è venuto di scrivere: si tenga presente che la condizione in cui mi trovo mi mette alla prova duramente e certo uno sfogo mi fa pure bene. E più che altro spero che siano in tanti ad alzare la voce e a dichiarare che il lavoro fa parte dei diritti umani, come anche - in buona sostanza - è sancito dalla Costituzione Italiana.

Si potrebbero organizzare tante cose per dare un lavoro a tutti: non voglio certo guadagnare senza far nulla...
volere è potere!

Si potrebbero organizzare strutture con biciclette, una sorta di palestra in cui si produce energia elettrica.
I disoccupati potrebbero guadagnare qualcosa (e tenersi in forma) facendo questo.

Si potrebbe organizzare il riciclo di tutti i prodotti alimentari invenduti: prodotti che sì, potrebbero uscire dal mercato normale del cibo, ma senz'altro potrebbero essere introdotti in un circuito minore in cui potrebbero essere recuperati come risorsa e come occasione di lavoro per tante persone.

Lo stress che soffre chi si trova senza lavoro è difficile da descrivere, ma non è certo lontano da una situazione di tortura: dolore a cui non si vede soluzione.

Io parlo anche a nome di tanti meno fortunati di me, tanti che non sono nella condizione di scrivere, tanti che sono talmente spaventati da pensare ogni momento di farla finita.

Si potrebbe far tanto, a partire dalle città in cui viviamo, città in cui c'è sempre molto da fare.

Dare una minima occasione di reddito a tutti vuol dire dare meno potere a tutto quel sottobosco di gente senza scrupoli che si avvicina senza pietà a chi ha bisogno di aiuto.

A questo punto mi viene da pensare -  e spero di sbagliare - che questo sottobosco di papponi, sfruttatori di miseria e persino di malavitosi sia l'universo che in qualche modo viene scelto come favorito... direttamente o indirettamente... da chi amministra la nostra politica.


Una fetta di pane - Photo by Vanessa Schlachtaub Bruni ©


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